I Chakra: caratteristiche generali

Nell’andare alla ricerca di informazioni sui chakra spesso ci si imbatte in notizie contrastanti, imprecise, a volte persino poco credibili fino al punto che si può considerare questo argomento frutto della fantasia di qualche vecchio guru che nulla ha a che fare con la realtà di tutti i giorni.

Vorrei, con molta umiltà, provare a fare un po’ di chiarezza cercando di raccontare solo ciò che risulta inizialmente facile da comprendere a tutti su un argomento che, come vedremo, è strettamente connesso con il nostro vivere quotidiano e che, se compreso, può esserci di grande aiuto per migliorare la nostra vita e, se vi và, anche quella di chi ci sta vicino.

Le prime notizie sui chakra le troviamo scritte nelle Upanishad, testi sacri della religione vedica indiana e risalgono circa al 500 a.C.

Possiamo dividerli in tre gruppi:

  • Chakra principali o evolutivi: sono sette e oltre ad essere i più conosciuti, sono così importanti che dedicheremo in seguito molta attenzione ad ognuno di essi.
  • Chakra minori: il numero varia a seconda dei testi. Diciamo che sono una quarantina circa disseminati tra palmi delle mani, piante dei piedi, zona della milza e del fegato, dietro al collo e lingua.
  • Un numero incalcolabile di chakra minuscoli sparsi in tutto il corpo al punto che possiamo dire che non esiste praticamente parte di noi, anche se infinitesimale, che non funga da organo sensorio per la ricezione, la trasformazione e la trasmissione di energie.

Data la natura estremamente sottile dei chakra, non sono percepibili con i nostri organi di senso, così come non sono percepibili il magnetismo, le onde radio, la luce infrarossa, gli ultravioletti ecc. Quello che possiamo “vedere” sono gli effetti che queste manifestazioni dell’energia possono lasciare su ciò che di fisico ci circonda o sul nostro stesso corpo. Possiamo quindi usare delle calamite, ascoltare la radio, scaldarci o abbronzarci ma ciò che permette tutto questo è invisibile agli occhi.

I chakra hanno la caratteristica di poter ricevere dall’ambiente energia sottile pura, trasformarla, renderla cioè disponibile alle nostre funzioni biologiche e vitali, ed espellere energia sottile congesta. Non sono una zona concreta definibile in modo anatomico, ma chi è dotato di sensi sottili, sia nel passato che ai tempi nostri, li definisce come “turbini di energia”, da cui il nome “Chakra” dal sanscrito “ruota, vortice”.

I sette chakra principali sono “distribuiti” lungo la colonna vertebrale e a seconda della loro rispettiva posizione influenzano le funzioni organiche, le attività ormonali, le emozioni, i pensieri e di conseguenza la salute e lo stato psicofisico di ognuno di noi.

Proprio perché con i nostri sensi grossolani (vista, udito, tatto, gusto e olfatto) non possiamo direttamente renderci conto della loro esistenza, ad ogni chakra vengono associati un nome, un colore, una ghiandola, degli organi, un suono e così via in funzione della loro frequenza vibratoria (i turbini di energia vibrano a frequenze diverse). La comprensione delle caratteristiche di un chakra ci permette di riconoscerne gli effetti sul nostro corpo e su vari aspetti della nostra vita.

Comprendendo ad esempio come si manifesta un chakra non in equilibrio, avremo modo di osservare in noi stessi il verificarsi o meno di quelle condizioni e, nel caso ci fossero, provare ad equilibrarle con varie tecniche o ausili (yoga, reiki, fiori di Bach, cristalli, olii essenziali, meditazione, ecc.), monitorando i cambiamenti e verificando se stiamo avvicinandoci alle condizioni tipiche del chakra in equilibrio.

E’ un po’ come dire che mi accorgo che la mia radio non riceve bene quella determinata stazione che mi interessa, provo quindi muovere la rotellina della sintonia verificando gli effetti di tale manovra, finché mi accorgo di aver nuovamente ottenuto la sintonizzazione con la frequenza che cercavo: magari non conosco nemmeno che frequenza sia, conosco solo il nome della stazione emittente, non so neppure cosa sia un onda radio e come sia possibile che viaggi così distante dalla stazione, ma mi “accontento” degli effetti di tutto ciò, effetti necessari a rendermi forse più piacevole questa esperienza di vita terrena.

Concludo con una frase tratta da “Il piccolo principe” di A. Saint-Exupéry

“L’essenziale è invisibile agli occhi”

Vedi anche:

I chakra: premesse

Pubblicato da: Andrea

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Pubblicato il 05/12/2011, in Yoga con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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