I Chakra: Muladhara

1ª parte

In questo post iniziamo a conoscere gli aspetti principali del primo chakra, successivamente proveremo ad addentrarci in altri più profondi.

Il significato del termine è “radice e sostegno” (dal Sanscrito mula e adhara) e viene spesso nominato infatti “Chakra della radice”, oltre che primo chakra. È situato davanti alla punta del coccige nella zona del perineo. Apporta energia alle ossa, alle gambe, ai piedi, all’intestino crasso, alle ghiandole surrenali e a tutte le parti dense del nostro corpo. Il colore associato è il rosso, il senso che gli appartiene è l’olfatto e l’elemento di riferimento è la terra. Ha come animale simbolico un elefante e come mantra LAM.

Muladhara rappresenta il fondamento e la radice del sistema energetico dei chakra. Nell’Induismo, l’energia vitale cosmica viene descritta come una serpente arrotolato che dorme adagiato sul fondo della colonna vertebrale ed è chiamata Kundalini (dal Sanscrito Kundal che significa spirale, ma kunda indica anche un luogo molto profondo, o una cavità). Se la base (cioè Muladhara) è stabile,  l’energia vitale può ascendere attraverso gli altri chakra, accelerando così lo sviluppo della personalità.

Dal punto di vista della salute fisica, se Muladhara è in equilibrio avremo ossa e denti robusti così come un buon funzionamento dell’intestino crasso con una evacuazione regolare. Questo chakra ha anche una relazione con la qualità del sangue e con il nervo sciatico. I disequilibri di questo chakra si manifestano quindi in patologie a vario livello che interessano gli organi menzionati come ad esempio malattie intestinali, carie, osteoporosi, sciatalgia, dolori renali…

Muladhara ci consente di mantenere il contatto con le energie della terra e di sviluppare la nostra personalità in modo da garantirci la massima protezione dal mondo circostante. Viene infatti associato alla sicurezza, alla stabilità, alla sopravvivenza e al radicamento e alla soddisfazione dei bisogni primari.

Gli effetti percepibili con i nostri sensi di un Muladhara energeticamente indebolito possono essere carenza di energia e di stimoli, scarsa fiducia, scarsa resistenza fisica ed emozionale, paura intesa come insicurezza esistenziale riferita ai bisogni primari; si vivrà la sensazione del “mi manca la terra sotto i piedi”, e si corre il rischio di sognare mondi virtuali, immaginari privi di problemi che risultano essere vere e proprie fughe mentali.

Per contro gli effetti di un primo chakra troppo stimolato si manifestano con pensieri e azioni  orientate alla soddisfazione ossessiva dei bisogni materiali e della sicurezza personale, con eccessivo materialismo e avidità; si è portati a imporre con aggressività i propri interessi, e si manifesta la paura di perdere ciò che dà sicurezza e senso di benessere, si vorrà possedere tutto ciò che si desidera, mentre sarà difficile dare o donare qualcosa.

Muladhara viene principalmente rappresentato con un fiore di loto a quattro petali dove all’interno troviamo e un quadrato, la sillaba sanscrita che corrisponde al bija mantra “LAM”(pronuncia “bigia” mantra), un triangolo rosso e un elefante con sette proboscidi. In realtà troviamo diversi modi di rappresentare i chakra, certi più completi di altri, ma alcune caratteristiche sono comuni pressoché a tutti.

Le radici di un fior di loto sono nel fango, lo stelo cresce attraverso l’acqua e il fiore, riccamente profumato, si trova sopra l’acqua a godersi i raggi del sole. Questo modello di crescita rappresenta il progresso dell’anima dal fango primordiale del materialismo, attraverso le acque dell’esperienza, e sotto il sole dell’illuminazione. Il numero 4, espresso dai petali del fiore, è il simbolo della manifestazione universale. Ad esempio nella nostra vita troviamo i quattro elementi, i quattro punti cardinali, le quattro fasi della vita umana, le quattro stagioni, le quattro fasi del ciclo lunare…Il “quaternario” è quindi la base per lo sviluppo di tutto ciò che è manifesto. Il quadrato, rappresentazione geometrica del quaternario, simboleggia la terra, la solidità, la stabilità.

Il triangolo rosso, conosciuto come Traipura, è simbolo dell’energia creatrice. L’elefante, infine, è il simbolo orientale della memoria e in questo chakra è nero, come a significare una memoria oscura o inconscia, che rimanda a tutte le possibilità evolutive contenute in uno stato potenziale. Inespresse, ma tutte già presenti e pronte a evolversi, come un seme gettato nella terra che contiene in sé tutte le caratteristiche della pianta ma che ancora devono manifestarsi. Questo simbolo di memoria sembra indicare che i percorsi, gli schemi, le forme lungo i quali la manifestazione (o il corpo) devono e possono svilupparsi sono qui già «memorizzati». In questo senso è qui racchiusa, al massimo della concentrazione, l’energia (Kundalini) che nutre tutto ciò che deve essere realizzato.

Pubblicato da: Andrea

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Vedi anche:

I Chakra: caratteristiche generali

I Chakra: premesse

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Pubblicato il 20/12/2011, in Yoga con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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