III Chakra: Manipura

1ª parte

Il significato del termine è “il gioiello lucente”, “città dei gioielli” o anche “coperto di pietre preziose”, più spesso chiamato “ Terzo Chakra” o “Plesso Solare”. È situato sopra l’ombelico e sotto lo sterno davanti alla colonna vertebrale tra la prima vertebra lombare e la dodicesima dorsale. Apporta energia agli organi della digestione come stomaco, fegato, cistifellea, milza, intestino tenue oltre ad agire sul sistema nervoso vegetativo. La ghiandola interessata da questo Chakra è il pancreas. Il colore associato è il giallo, il senso che gli appartiene è la  vista e l’elemento di riferimento è il fuoco. Ha come animale simbolico l’ariete (o il montone) e come mantra RAM.

Questo Chakra è la rappresentazione del nostro sole interiore. Manipura si nutre di energia solare che viene successivamente distribuita a tutto il corpo tramite un’infinità di nadi (72.000) o canali energetici che da qui hanno origine. Da un punto di vista anatomico, il plesso solare rappresenta, inoltre, il punto focale dell’innervazione dell’apparato digerente.

Il Chakra Manipura regola quindi i processi digestivi, i quali, per aver luogo, utilizzano l’elemento fuoco (calore). Il cibo, che proviene dal “mondo fuori di noi”, viene digerito, “bruciato”, nello stomaco. Il “fuoco gastrico” distrugge e trasforma il cibo nei suoi componenti più semplici per passarlo poi all’intestino tenue dove, anche grazie all’azione del fegato e del pancreas, viene assimilato e convertito in sangue diventando così parte del “mondo dentro di noi”. Il mondo individuale e quello extraindividuale, in questo Chakra, vengono non solo in contatto, ma si trasformano l’uno nell’altro.

Tramite l’energia del terzo Chakra veniamo in contatto sia col mondo materiale che con altre persone. Da  questa parte del corpo vengono irradiate le nostre energie emotive ed è il centro con il quale moduliamo i nostri rapporti con gli altri, le nostre simpatie ed antipatie, o la capacità di stabilire rapporti duraturi. È il luogo dove viene sviluppata la nostra individualità, la nostra identità sociale che cercheremo di potenziare o con l’affermazione personale, come la volontà di riuscire in ciò che ci si prefigge o con la “lotta per il successo”, oppure con l’adeguarci alle convenzioni sociali. Ancora una volta “il mondo fuori” e il “mondo dentro” vengono in contatto e tramite questo Chakra percepiamo le vibrazioni delle  altre persone reagendo di conseguenza.

Se sul piano fisico il fuoco rappresenta calore, luce, energia, attività, sul piano spirituale assume il significato di “purificazione”. Il compito del terzo Chakra consiste nel purificare gli impulsi e i desideri dei Chakra inferiori, modulando e utilizzando con maggior consapevolezza le loro energie creative, consentendo alla ricchezza spirituale dei Chakra superiori di manifestarsi nel mondo materiale.

Coloro che possiedono un terzo Chakra in buono stato hanno tenacia, pazienza e potere sufficiente per raggiungere gli obiettivi prefissati, superando le difficoltà che la vita può riservare. Inoltre, nonostante la consapevolezza della loro forza e del loro potere, nutrono sentimenti di sensibilità e compassione verso le altre persone, senza farsi strada nella vita imponendosi egoisticamente sul prossimo.

Sete di potere, egoismo, invidia, gelosia, aggressività e rabbia distruttiva sono segni di un Manipura eccessivamente carico di energia. Insicurezza, autocommiserazione, mancanza di autostima, eccessivo sentimentalismo sono segnali, invece, di carenza energetica del terzo Chakra.

Il disequilibrio energetico di Manipura si manifesta da un punto di vista fisico con patologie come la gastrite o l’ulcera gastrica, l’itterizia, la cirrosi epatica, malattie dell’intestino tenue, diabete, sovrappeso e vari tipi di processi infiammatori.

Il terzo Chakra viene rappresentato con un fiore di loto a dieci petali dove all’interno troviamo un triangolo con la punta rivolta verso il basso fornito di svastiche su ogni lato, la sillaba sanscrita che corrisponde al bija mantra “RAM” e un ariete (in alcuni casi un montone). Il triangolo equilatero rosso simboleggia il fuoco con la sua capacità di distruggere e trasmutare ogni materia separandone le componenti, per poi fonderle nuovamente insieme. La “svastika” posta sui lati è un segno di buon auspicio affinché la potenza del fuoco non diventi distruttiva. La punta verso il basso rappresenta l’emanazione del singolo verso il molteplice, la connessione, cioè, dell’uomo verso tutte le creature dell’universo, allo scopo di sviluppare la consapevolezza necessaria a tramutare forze grezze e distruttive in energie positive e compassione.

L’ariete è un animale forte, capace di caricare a testa bassa per rimuovere gli ostacoli che incontra lungo il suo cammino. Rappresenta quindi la forza necessaria per raggiungere gli obiettivi, forza che possediamo in  noi e che può essere utilizzata all’occorrenza, mantenendone però il controllo, impendendo così all’ego di impossessarsene trasformandola in qualcosa di distruttivo che ci separa dagli altri anziché favorire il rapporto tra noi e l’universo.

Pubblicato da: Andrea

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Bibliografia:

Atlante dei Chakra, Kalashatra Govinda, Macro Edizioni

Manuale dei Chakra, S. Sharamon – B.J.Baginski, Ed. Mediterranee

I Chakra, Caroline Shola Arewa, Ed. Punto d’Incontro

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Pubblicato il 22/01/2012, in Yoga con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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