IV Chakra: Anahata

1ª parte

Il significato del termine è “non percosso”, “non colpito”, più spesso chiamato “ Quarto Chakra” o “Chakra del Cuore”. È situato dietro lo sterno, al centro del torace, davanti le vertebre dorsali. Apporta energia al cuore, ai polmoni, ai bronchi, alle spalle, alle braccia e alle mani e il suo campo d’azione si estende anche alla circolazione sanguinea, al sistema immunitario e alla pelle. La ghiandola interessata da questo Chakra è il timo. Il colore associato è il verde e il rosa, il senso che gli appartiene è il tatto e l’elemento di riferimento è l’aria. Ha come animale simbolico l’antilope e come mantra YAM.

Il Chakra del cuore si trova esattamente al centro dei sette Chakra principali e collega i tre centri inferiori, fisici ed emotivi, con i tre centri superiori, mentali e spirituali. Tramite questo centro energetico manifestiamo meraviglia e stupore davanti alle bellezze della natura, o riusciamo a cogliere quel senso di armonia che esiste nella musica o nelle arti.  È nel quarto Chakra che immagini, suoni e parole si trasformano in sentimenti.

Anahata è il centro energetico dell’amore, della compassione, dell’umanità. È la rappresentazione dell’amore universale e della capacità di portare l’attenzione sull’altro/a spostando la consapevolezza dall’Io al Noi. Questo Chakra ci consente di instaurare rapporti, con altre persone, privi di interessi egoici. L’amore disinteressato e la compassione per tutti gli esseri viventi sono gli aspetti principali di un quarto Chakra aperto.

Quando l’energia fluisce liberamente ed intensamente attraverso il Chakra del cuore, le persone sono in grado di comunicare da “cuore a cuore”. Questo permette ad ogni individuo di andare incontro al prossimo con disinvoltura, con apertura e tolleranza nei confronti di idee e culture diverse dalla propria. Si diventa capaci di trasmettere sentimenti ed emozioni, si acquisisce una grande sensibilità verso ciò che è bello, giusto ed equilibrato e si è capaci di perdonare senza il bisogno di una contropartita. Questo amore vero, incondizionato, trova in se stesso la sua ragione d’essere e, se viene collegato con i centri superiori, dona la facoltà di riconoscere la presenza del divino in tutto il creato e ci conduce all’unione con tutto ciò che esiste nell’Universo.

Alla base dell’amore incondizionato c’è l’accettazione di noi stessi, così come siamo, e degli altri, senza volerli cambiare. Il cambiamento può avvenire soltanto in noi stessi, quando avremo riconosciuto tutti i nostri aspetti, liberato il cuore dalle sue cicatrici, dai traumi affettivi, dalle emozioni represse e intrapreso un percorso di guarigione e di crescita personale.

Il quarto Chakra regola l’attività cardiaca, polmonare e respiratoria. Una circolazione stabile, cuore robusto, un battito cardiaco regolare, una respirazione profonda e libera sono segnali che indicano una buona attività di questo centro energetico. Poiché l’azione del Chakra si estende anche alla ghiandola del timo e al sistema immunitario, in caso di un suo funzionamento non armonico è possibile riscontrare un calo energetico che si manifesta ad esempio con allergie, asma, predisposizione alle infezioni, malattie autoimmuni ecc.

Altre manifestazioni del Chakra Anahata energeticamente scarico possono essere problemi cardiaci con sensazione di stretta al petto accompagnata da difficoltà respiratorie, così come alterazioni della pressione sanguinea, malattie polmonari, dolore alle vertebre toraciche o alle spalle.

Il livello di benessere di questo Chakra lo possiamo verificare anche osservando aspetti meno fisici, ad esempio: amore per il prossimo, calore umano, senso del gruppo, autostima, forza espressiva artistica, tolleranza, apertura verso il prossimo, equilibrato senso della delimitazione sono tutti segnali di un Chakra in buono stato, mentre freddezza di sentimenti, solitudine, tristezza, asocialità, altezzosità, gelosia, mancanza di empatia, senso della delimitazione troppo debole indicano un Chakra in difficoltà.

Il quarto Chakra viene rappresentato con un fiore di loto a dodici petali dove all’interno troviamo due triangoli grigi sovrapposti in modo da formare una stella a sei punte, la sillaba sanscrita che corrisponde al bija mantra “YAM” contenente un altro triangolo più piccolo e rosso e, infine, un’antilope nera.

I due triangoli sovrapposti, in modo che i loro vertici siano opposti, indicano che tutte le dualità, presenti nel mondo manifesto, sono in perfetto e stabile equilibrio. Il maschile e il femminile si compenetrano con uguale forza, cielo e la terra hanno la medesima parte e così lo spirito e la materia, il mentale e il fisico, gli istinti e la ragione, la natura celeste e quella terrestre: ogni coppia di contrari può trovare in questo luogo la sua rappacificazione, la misura perfetta. L’energia del chakra che garantisce questo equilibrio, che attira i contrari e li mantiene uniti stabilmente ed equamente, è l’Amore.

Il colore grigio scuro rappresenta il velo di oscurità che, nell’uomo che non ha ancora conseguito la conoscenza, avvolge l’anima, celata nel più profondo del cuore, inteso come centro dell’essere umano.

Il triangolo rosso rappresenta la scintilla di vita e di coscienza presente in ogni essere vivente e ricorda, inoltre, come il principio spirituale sia onnipresente ed onnipervadente.

Nella simbologia dei chakra, si utilizza un animale per indicare le qualità dell’elemento dominante: in questo caso è l’antilope, utilizzata per simboleggiare l’aria. E’ rinomata per la sua velocità ed esprime l’immateriale rapidità del vento ma è nello stesso tempo un animale che spesso palesa la sua incertezza e la sua paura.

Il velo di oscurità che avvolge l’anima può essere dissolto con un lavoro di purificazione del nostro mentale procedendo con attenzione per eliminare ogni eventuale incertezza, verificando la presenza di possibili illusioni del nostro ego quali ad esempio gli attaccamenti a persone, agli affetti, alle passioni. L’amore vero, incondizionato non ha attaccamenti.

Il colore verde è un simbolo di equilibrio, di pace; né caldo, né freddo, dove l’energia della terra (rappresentata dal giallo) e quella del cielo (rappresenta dal blu) si congiungono a formare una tinta che dona calma, tranquillità e pace interiore a chi l’osserva.

Pubblicato da: Andrea

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Bibliografia:

Atlante dei Chakra, Kalashatra Govinda, Macro Edizioni

Manuale dei Chakra, S. Sharamon – B.J.Baginski, Ed. Mediterranee

I Chakra, Caroline Shola Arewa, Ed. Punto d’Incontro

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Pubblicato il 01/03/2012, in Yoga con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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