V Chakra: Vishuddha

1ª parte 

Il significato del termine è “purezza”, più spesso chiamato “ Quinto Chakra” o “Chakra della gola”. È situato alla base della gola, nella zona della laringe davanti alle vertebre cervicali. Apporta energia alla gola, mascella, laringe, esofago, trachea, vertebre cervicali, udito, voce. La ghiandola interessata da questo Chakra è la tiroide. Il colore associato è l’azzurro, il senso che gli appartiene è l’udito e l’elemento di riferimento è l’etere. Ha come animale simbolico un piccolo elefante bianco e come mantra HAM.

Vishuddha è il centro della capacità di ognuno di noi di esprimersi, di comunicare e di confidarsi senza difficoltà con gli altri. È l’elemento di congiunzione tra il Chakra del cuore e i Chakra della testa, comportandosi come mezzo di regolazione tra i nostri sentimenti e i nostri pensieri. Il suo collegamento sia con la voce che con l’udito, inoltre, fa si che contribuisca ad incrementare la percezione del mondo esterno e di accrescere la sensibilità nei confronti della propria interiorità, permettendo così di esternare in maniera genuina tutto ciò che “vive” in noi: i sentimenti di amore, di felicità, di ansia, di preoccupazione, i nostri desideri, le nostre intenzioni, le idee, ecc… 

Il quinto Chakra dà quindi la possibilità di esprimersi con armonia e proprietà di linguaggio. La voce è armoniosa e si è capaci di arricchire i discorsi rendendoli semplici e comprensibili, senza essere mai offensivi. Questo modo di comunicare non si limita alla parola ma si è in grado di raggiungere il cuore delle persone anche grazie alla grande capacità di ascolto e alla predisposizione al silenzio.

I pensieri e le parole sono spesso molto “rumorosi” e portatori di confusione nella mente. Quando si passa dallo stato di confusione al silenzio si ha la possibilità di ascoltare il proprio “maestro interiore” e di ricevere i suoi suggerimenti. In questo modo si diventa consapevoli del compito reale che si è stati chiamati a svolgere nella vita, il cosiddetto “Dharma”. Sviluppando questa capacità d’ascolto si percepisce l’esistenza di una realtà più alta, di strati sottili dell’essere, di una realtà diversa da quella materiale, e, una volta assimilata, si sarà in grado di esternarla comunicandola senza inibizioni o paura del giudizio.

Questa capacità di ascolto e comprensione di ciò che è in noi e del mondo che ci circonda oltre a mettere in condizione di esprimere liberamente i propri pensieri e sentimenti ed essere determinati nei propri intenti, ci dona la possibilità di essere veri rinunciando liberamente a mentire sia verso se stessi che con le altre persone. Sarà, ad esempio, più facile dire un “no”, se lo riteniamo necessario, senza preoccuparci del giudizio degli altri, consapevoli che un “no” vero ha più valore di un “si” controvoglia.

Quindi, se questo centro energetico non è in equilibrio può riuscire difficile riflettere sui propri sentimenti e, di conseguenza, esternarli, oppure ci si chiude in sé stessi, negando alle proprie emozioni il diritto di esistere e limitandosi a parlare sempre di argomenti frivoli e superficiali. Vengono accettati solo i sentimenti che superano l’esame del giudizio personale e che non vanno in contrasto con le opinioni altrui per garantirsi, così, sempre l’approvazione delle persone. Ci si rifugia nel mentire per l’incapacità di affrontare la verità e questo disagio, spesso, viene camuffato da un senso di orgoglio necessario a compensare una scarsa stima di sé. Molte volte questo modo di interpretare la vita si riflette anche sulla postura assumendo un atteggiamento difensivo, sollevando e chiudendo le spalle e tirando indietro il collo incassando la testa.

I disturbi fisici provocati da un disequilibrio in questa area energetica sono riconoscibili in raucedine, innalzamento, abbassamento o esaurimento della voce. Laringiti, faringiti, tonsillite e difficoltà di deglutizione così come otiti e malattie dell’orecchio, disturbi gengivali. Disfunzioni della tiroide e disturbi del linguaggio, come ad esempio balbuzie.

Il quinto Chakra viene rappresentato con un fiore di loto a sedici petali dove all’interno troviamo un triangolo a punta in giù con inscritto un cerchio che contiene la sillaba sanscrita corrispondente al bija mantra “HAM” e, infine, un elefante bianco.

Il sedici è un numero considerato sacro in India, formato dal quattro moltiplicato per se stesso: il quattro, simbolo della manifestazione universale, elevandosi al quadrato raggiunge la capacità di potersi “vedere”, di potersi “contemplare”. È la rappresentazione, quindi, della crescita personale che dà la possibilità di “rendersi conto di sé”, di ottenere l’autocoscienza. Le qualità di trasformazione e di purificazione vengono qua rappresentate dal triangolo, simbolo dell’elemento fuoco. L’etere, dal quale prendono forma tutti gli altri elementi, viene rappresentato dal cerchio, simbolo dell’unità non divisa, che precede ed è in tutto: è posto, infatti, all’interno del triangolo poiché né è l’origine. L’elefante simboleggia la qualità dell’elemento dominante, cioè appunto l’etere (Akasha in sanscrito): il suo colore bianco dimostra che la trasformazione è avvenuta. In Muladhara, rappresentato con un fior di loto a soli quattro petali, l’elefante era nero per simboleggiare la potenzialità ancora inespressa.

Armonizzando Vishuddha, quindi, si ha la possibilità di incrementare la comprensione di sé stessi e del mondo circostante e, oltre ad avere una nuova visione di quanto accade, si interpreteranno esperienze a prima vista negative come insegnamenti utili per la crescita personale e spirituale.

 

Pubblicato da: Andrea

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Bibliografia:

Atlante dei Chakra, Kalashatra Govinda, Macro Edizioni

Manuale dei Chakra, S. Sharamon – B.J.Baginski, Ed. Mediterranee

I Chakra, Caroline Shola Arewa, Ed. Punto d’Incontro

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Pubblicato il 30/03/2012, in Yoga con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. molto interessante. Ma come fare per riequilibrare questo chakra. Sono direttamente coinvolta. Grazie

    • Grazie per il commento. Alcuni consigli li puoi trovare nel secondo articolo di Vishuddha, oppure farti aiutare dai cristalli o dai Fiori di Bach.
      Se pratica yoga puoi farsi consigliare dal suo insegnante alcuni esercizi specifici. Va ricordato comunque che i Chakra non sono “pezzi di un motore” che funzionano autonomamente: esiste una correlazione tra essi che non va trascurata. Il quinto Chakra ha un rapporto sia con il secondo che con il sesto e il riequilibrio non è mai di una singola parte ma della stessa in relazione con il tutto. Ci “comunichi” i suoi progressi… Albayoga

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