Sahasrara: il settimo Chakra

Il significato del termine è “mille volte tanto”, “mille”, più spesso chiamato “ Settimo Chakra”, “Chakra della corona”. È situato sopra la calotta cranica. Apporta energia al mesencefalo, agli occhi, al naso e all’organismo in generale. La ghiandola interessata da questo Chakra è l’epifisi o “pineale”. Il colore associato è il viola, il bianco e l’oro. Il mantra associato è l’OM.

L’epifisi ha il compito di sincronizzare tutto l’organismo sui ritmi cosmici di giorno-notte, luce-buio. Il nostro umore, così come l’equilibrio ormonale e quello immunitario, sembrano essere controllati dai bioritmi epifisari. La secrezione di melatonina, prodotta da questa ghiandola, possiede proprietà rigeneranti, antistress e antinvecchiamento.

Come da un punto di vista fisico, il settimo Chakra connette il corpo e i suoi ritmi alle frequenze dell’universo, allo stesso modo permette l’unione di ognuno di noi con la propria spiritualità. Si tratta di una spiritualità non definita da una religione specifica ma è piuttosto uno stato dell’essere, una trascendenza della realtà terrena nell’infinito. Va oltre il mondo fisico e crea nella persona un senso d’interezza, di pace e di fiducia, permettendogli di cogliere lo scopo della sua esistenza. La religione è radicata nelle energie del primo Chakra, la spiritualità, invece, è un’esperienza individuale finalizza all’abbandono delle paure del mondo materiale e alla ricerca di un rapporto con il divino.

In Sahasrara si trascende la dualità terrena per dimorare nel regno dell’unità con le forze della creazione, della consapevolezza universale, della mente onnisciente. In lingua sanscrita questa condizione è espressa con il termine “Satchitananda” cioè conoscenza, verità, gioia: è l’esperienza di conoscere la verità e di dimorare nella gioia.

L’esperienza del Chakra della corona si può solo “conoscere”: non è in realtà possibile “pensarla”,  “comprenderla” o “parlarne”, poiché così facendo si ritorna nella dualità. Parlare di un’esperienza ci separa dall’esperienza stessa. Sahasrara riguarda semplicemente l’Essere: uno stato che può essere conosciuto solo facendone l’esperienza.

 Il settimo Chakra è il punto d’ingresso della forza vitale che si riversa continuamente nel sistema energetico umano. Questa forza nutre il corpo, la mente e lo spirito diffondendosi nel corpo fisico e nei sei Chakra inferiori connettendoli al chakra superiore. È il centro energetico dell’introspezione spirituale, della visualizzazione e dell’intuizione che vanno ben oltre la comune consapevolezza umana: è il regno mistico, la dimensione del rapporto consapevole con il divino.

 È possibile che nel corso della propria esistenza ci si trovi a vivere una crisi spirituale che si manifesta con la consapevolezza di un “assenza di senso e di scopo” alla quale non si trova rimedio riorganizzando semplicemente le componenti esterne della propria vita. S’intuisce che la soluzione a questa crisi non può essere soddisfatta, ad esempio, dalla prospettiva di un aumento di stipendio, di una promozione, di un acquisto particolare, di una nuova relazione. Queste soluzioni risultano alla fine essere poco attraenti. Coloro che vivono senza ambizioni o che tendono a lamentarsi continuamente non soffrono di una crisi spirituale, probabilmente perché si aspettano che la vita consegni loro “significati” a domicilio. Coloro che vivono una crisi spirituale sentono, invece, che qualcosa sta cercando di risvegliarsi “dentro”, ma ancora non sono in grado di comprendere cosa sia.

Un altro sintomo, che si manifesta durante una crisi spirituale, è quello di “avvertire paure nuove e strane”. Non sono paure conosciute, come quella di essere abbandonati, di invecchiare, di perdere il lavoro, della malattia, ma si vive l’impressione di perdere il contatto con il senso del , si riconosce con difficoltà la propria identità. “Non so più chi sono e cosa voglio dalla vita” è il pensiero ricorrente di chi è pervaso dall’energia del settimo Chakra.

Esiste, infine, un terzo sintomo che ci fa comprendere di vivere una crisi spirituale, che è il bisogno di provare “devozione” per qualcosa di più grande di sé. Questo bisogno trova spesso surrogati terreni quali, ad esempio, devozione ad un’azienda, ad una squadra sportiva, ad un partito ma portano molto spesso a vivere delle delusioni. Ci si aspetta che la devozione verso cose terrene o persone produca una specie di potere capace di risolvere tutte le sofferenze, ma nessun essere umano o organizzazione può portare ad ottenere questo.

L’assenza di significato, la perdita dell’identità e il bisogno di devozione caratterizzano quindi una crisi spirituale. Anche se apparentemente sono aspetti simili ai comuni sintomi psicologici che le persone possono vivere, se la radice di questi sintomi è spirituale all’individuo manca la motivazione per dare la colpa della sua crisi ad altri e riconosce dentro di sé l’origine della causa.

Per uscire da questo genere di crisi è necessario pregare, aver fede e, se possibile, un maestro spirituale. Si può anche ricorrere alla letteratura spirituale per trovare il giusto sostegno.

Praticare quotidianamente qualche forma di preghiera magari ad orari prestabiliti come al mattino o alla sera: la qualità della preghiera non dipende dalla durata ma dall’intenzione e possono essere sufficienti anche solo pochi minuti. Non ha nemmeno importanza che siano preghiere già conosciute: se non ne ricordate potete crearne voi stessi con frasi che vi trasmettano un senso di tranquillità.

La preghiera, la fede, riconoscere la presenza del divino in noi o in ogni essere che vive con noi è la “pratica” migliore per incanalare l’energia del settimo Chakra.

 

Il nostro scopo in questo mondo è quello di trascendere le illusionie di scoprire il potere innato dello spirito: siamo responsabili di ciò che creiamo e perciò dobbiamo imparare ad agire e a pensare con amore e saggezza e a vivere con spirito di servizio verso gli altri e la vita intera”.

                                                                                                                              Caroline Myss

Pubblicato da: Andrea

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Bibliografia:

Atlante dei Chakra, Kalashatra Govinda, Macro Edizioni

Manuale dei Chakra, S. Sharamon – B.J.Baginski, Ed. Mediterranee

I Chakra, Caroline Shola Arewa, Ed. Punto d’Incontro

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Vedi anche:

Ajna  Vishuddha     Anahata     Manipura     Svadhistana     Muladhara

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Pubblicato il 12/10/2012, in Yoga con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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