La dieta etica

Fame-nel-mondo-web

Quando si parla di dieta siamo soliti pensare ad un’alimentazione restrittiva, mirata ad esempio ad una perdita di peso . Andando a vedere l’etimologia del termine, anche semplicemente usando la definizione di Wikipedia, leggiamo: “La dieta, dal latino diaeta, a sua volta dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere», in particolar modo nei confronti dell’assunzione di cibo, è l’insieme degli alimenti che gli animali, esseri umani compresi, assumono abitualmente per la loro nutrizione: lo spettro alimentare. Regime alimentare, in italiano corrente, si sovrappone abitualmente come significato al termine dieta. Questo indica diete per diminuire-aumentare di peso corporeo, diete per attenersi a prescrizioni relative a particolari quadri clinici, come quelle specifiche per ottenere differenti risultati sul proprio fisico, ad esempio, in campo di dieta umana, le diete dell’atleta. La dieta pertanto non è esclusivamente privativa, ma può essere anche una scelta di stile di vita che magari si abbina a pratiche sportive o ricreative.”

Se allora per dieta intendiamo uno stile di vita, può questo essere anche etico? Nel momento che sediamo a tavola siamo consapevoli di ciò che sta avvenendo o rispettiamo solo un’abitudine, una tradizione, una consuetudine? Cito alcuni paragrafi tratti dal libro “La cucina Etica, Ed. Sonda” che possono aiutarci ad espandere la nostra consapevolezza in merito alle scelte che possiamo fare per rendere la nostra vita sana ed etica allo stesso tempo.

Noi esseri umani generalmente non ci rendiamo conto, o semplicemente preferiamo ignorare, che ogni nostra scelta si ripercuote sull’ambiente che ci circonda e su tutti gli esseri viventi che lo abitano. Quando scegliamo di  mangiare carne, siamo responsabili di ogni conseguenza che deriva dalla produzione della stessa: maltrattamenti, inquinamento, fame nel mondo. […] Le nostre scelte alimentari rappresentano uno dei passi che possiamo fare per dimostrarci veramente sensibili e per andare contro l’ipocrisia in cui vive la gran parte dei ricchi europei e americani: apparentemente preoccupati dei problemi del mondo, ma alla fine mai interessati a fare qualcosa in concreto per risolverli. […] La bistecca che alcuni di noi continuano a mangiare rappresenta uno spreco di risorse enorme: basti pensare che nel migliore dei casi, per produrre due etti di carne viene sprecato un kilogrammo di cereali. Un vitello, ad esempio per raggiungere un peso di 500 kg deve consumare oltre 1200 kg di cereali. […] Alla fine poco più della metà del peso dell’animale vivo sarà utilizzato per prudurre carne, bistecche […] Ma quante persone possono essere sfamate con una sola bistecca? E con un chilogrammo di cereali invece? Il rapporto è di circa 10 a 1: una bistecca può saziare un solo individuo, con un chilogrammo di cereali possono mangiare una decina di persone. […] Un americano medio consuma in un anno 1000 kg di cereali (di cui 800 indirettamente sotto forma di carne), un africano ne consuma solo  150 kg. Non serve nemmeno la calcolatrice, bastano gli zeri per capire come ci dovremmo sentire noi occidentali. Ci preme sottolineare che la moderna zootecnia, l’industria della carne, ha bisogno per sussistere, di zone da sfruttare. Il termine sfruttamento ci conduce alla definizione di neocolonialismo che si può ben definire come <quel processo economico attuato da un paese industrializzato, tendente a creare o perpetuare un sistema di sfruttamento in un paese sottosviluppato, pur senza esercitare su di esso un dominio militare visibile>. […] Il problema della fame nel mondo non è  un problema di produzione, quanto piuttosto di specializzazione della stessa, oggigiorno orientata a soddisfare il famelico egoismo di una élite che decide il destino di milioni di persone solo in base al proprio tornaconto personale. Per risolvere il problema della denutrizione ovviamente non è sufficiente ridistribuire i cereali utilizzati per l’alimentazione animale: non si può mica andar aventi solo di pane e acqua? No, anche perchè andremo incontro ad altri seri problemi legati alla malnutrizione. Ma su un ettaro di terreno, nello stesso periodo di tempo, si possono produrre i seguenti alimenti:

  • 1000 kg di ciliegie
  • 2000 kg di fagiolini
  • 4000 kg di mele
  • 6000 kg di carote
  • 8000 kg di patate
  • 10000 kg di pomodori
  • 12000 kg di sedano

oppure…

  • 50 kg di carne di manzo

Non si può vivere di soli pane e acqua, ma si riducono milioni di persone alla miseria per della carne.”

E’ sicuramente un argomento che richiede ulteriori approfondimenti e magari degli spunti, delle idee di cucina e alimentazione alternativa. Il libro “La Cucina Etica” è un buon ausilio per chi vuole approfondire e mettersi ai fornelli con l’intento di preparare  qualcosa che rispetti contemporaneamente i propri gusti, il proprio corpo e la vita degli altri esseri.

Pubblicato da: Andrea

____________________________________________________________________________

Annunci

Pubblicato il 13/01/2013, in Alimentazione, Riflessioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Non mi aspettavo di ritrovare questo paragrafo online dopo 10 anni da quando l’ho scritto… Ti ringrazio per averlo citato e mi fa piacere che susciti ancora qualche pensiero positivo. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...