Cosa significa Yoga?

Pensieri-Web

Al termine “yoga” vengono date interpretazioni diverse di solito basate sul termine sanscrito “yuj” che significa congiungere, unire, soggiogare. Patanjali, negli Yoga Sutra, definisce, fin dall’inizio del testo, il significato di yoga. Nel secondo sutra del primo libro dice infatti:

Yogah citta vrtti nirodhah

Per spiegare questo aforisma, utilizzo le interpretazioni di alcuni maestri che hanno studiato e compreso la profondità degli insegnamenti di Patanjali.

T.K.V. Desikachar:

Lo yoga è la capacità di dirigere la mente verso un unico oggetto, mantenendosi in quella direzione senza distrazioni.

L’oggetto può essere un oggetto concreto, esterno o interno. Può essere costituito da un interesse, da un concetto o da qualcosa che trascende i sensi, ad esempio Dio.

I.K.Taimni:

Lo yoga è la sopressione delle modificazioni della mente.

Vimala Thakar:

Se lo strumento che viene usato per vedere (la mente) è libero dalle increspature dei ricordi passati, dalla conoscenza, dalle esperienze e dai condizionamenti, senza l’intervento di repressioni, allora soltanto si realizza la percezione yogica.

Moiz Palaci, Renata Angelini:

“Essere uno” diventa possibile quando l’attività (reattiva, ripetitiva) della mente si acquieta.

L’immobilità a cui il sutra rimanda concerne alla sospenzione (nirodhah) del movimento continuo (vrtti) che cela ed impedisce la percezione dell’Essere.

Se ci si confrontasse con uno studioso di lingua sanscrita impiegheremmo probabilmente dei giorni per cercare di approfondire il significato di questi quattro termini. Ad esempio, se prendiamo in considerazione il termine “citta” lo troviamo tradotto di solito come “mente” ma nella tradizione indiana esistono più termini che definiscono questa parola:

Manas: con il significato di mente organizzativa.

Buddhi: con il significato di intelligenza.

Citta: attività mentale, sostanza del pensiero.

A seconda della capacità di cogliere le varie sfumature che possiedono i termini sanscriti, ogni maestro dà, quindi, un’interpretazione leggermente diversa dei sutra. Per fornire comunque un semplice glossario per questo aforisma possiamo dire che:

Yogah: lo yoga

Citta: attività del mentale

Vrtti: il modificarsi costante e incontrollato dei contenuti mentali, agitazione, turbinio, fluttuazione.

Nirodhah: sospensione, inibizione, arresto

Personalmente mi piace tradurre questo sutra con la frase:

Si è nello stato di Yoga durante la sospensione delle fluttuazioni del mentale.

In pratica esiste una continua ed incessante attività della nostra mente che produce un pensiero dopo l’altro, non necessariamente collegati fra loro ma più spesso stimolati dai nostri cinque sensi, dalla memoria, dai condizionamenti; ci fa dimorare nel nostro passato per ore per poi immaginare situazioni future, magari improbabili e mentre tutto questo avviene, senza esserne consapevoli, perdiamo completamente di vista il presente.

E’ un po’ come se nella nostra mente scorresse continuamente un film con scene sempre diverse ricche di personaggi, luoghi e situazioni reali e non. Ogni fotogramma di questa pellicola corrisponde ad un pensiero. Come spesso accade quando guardiamo un film c’identifichiamo con un attore o un’attrice, con una situazione o un’emozione, ma in realtà non siamo né l’attore, né viviamo in quel momento quella situazione né tantomeno quell’emozione. Lo stesso avviene nella realtà, c’identifichiamo con l’attività della nostra mente perdendo di vista quello che è invece il nostro Essere.

Lo yoga ci permette di cogliere l’attimo che passa tra un fotogramma e l’altro, quando un pensiero è già finito e l’altro non è ancora iniziato, l’attimo della sospensione, il Nirodhah. Quella piccola frazione di tempo nella quale non essendoci immagini non possiamo identificarci con niente ma abbiamo la possibilità di venire a contatto con la nostra vera essenza ed ecco l’unione, lo “yuj” , l’essere uno con il mio vero Sè, lo stato di yoga nato proprio dalla sospensione, il nirodhah, delle fluttuazioni del mentale, lo scorrere delle immagini, il citta vrtti.

La pratica dello yoga e della meditazione aiuta un po’ alla volta a percepire ed estendere il periodo di sospensione e diviene così un metodo con il quale ricongiungersi con la vera natura del proprio Essere.

Pubblicato da: Andrea

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Bibliografia:
Gli Yoga Sutra di Patanjali, Moiz Palaci-Renata Angelini, Associazione Italiana Raja Yoga

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Pubblicato il 03/02/2013, in Yoga con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Stefania Chinellato

    Bellissima la tua “spiegazione” del significato di yoga, mi piace proprio tanto.
    Parole semplici ed efficaci. Tante volte ci perdiamo nelle pieghe delle “filosofie orientali”e perdiamo di vista l’essenziale: noi stessi.

    Ti rendi conto che tua nonna era molto più “dentro nello yoga” di te, senza saperlo: con la semplicità e il buon senso di chi ha vissuto con poche distrazioni / beni / denaro.
    Noi facciamo più fatica ma …. si può sempre imparare ! !

    ciao a tutti da Stefania

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